Formazione&Lavoro - Servizi per l'occupazione e la formazione dei lavoratori

Aspetti di natura contrattuale

Qual è la nuova definizione di contratto di apprendistato?

L’apprendistato è un contratto di lavoro a tempo indeterminato, finalizzato alla formazione ed occupazione dei giovani (art.1 del Decreto n.167)

Quali le tipologie in cui si articola il nuovo contratto di apprendistato?

1) Apprendistato per la qualifica e il diploma professionale

- rivolto ai giovani da 15 a 25 anni compresi, anche per l’assolvimento dell’obbligo scolastico, di durata stabilita dalle Regioni, d’intesa con le parti sociali, fino ad un massimo di tre anni, elevabili a 4 per il conseguimento di diplomi regionali quadriennali (art.3)

2) Apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere

- rivolto ai giovani da 18 a 29 anni compresi o fin dai 17 anni se in possesso di una qualifica professionale, di durata stabilita dalla contrattazione collettiva, fino ad un massimo di 3 anni, elevabile  a 5 per particolari professionalità dell’artigianato (art. 4 e precisazioni contenute nell'interpello n.40/2011)

3) Apprendistato per l’alta formazione e la ricerca

- rivolto ai giovani da 18 a 29 anni compresi o fin dai 17 anni se in possesso di una qualifica professionale , di durata stabilita dalle Regioni, d’intesa con le parti sociali e le istituzioni formative (art. 5)

L'apprendistato di ricerca, di nuova introduzione, potrebbe addirittura essere considerato come una 4° tipologia contrattuale. Può essere immediatamente attivato e, ancor prima che le Regioni e la contrattazione collettiva, ne disciplinano gli aspetti di competenza, tramite intese ad hoc stipulate tra il singolo datore di lavoro e l'istituzione formativa e/o di ricerca prescelta.

 

Possiamo parlare di una quarta tipologia di apprendistato per i lavoratori in mobilità?

Non si tratta formalmente di una quarta tipologia, anche se i lavoratori iscritti nelle liste di mobilità possono essere assunti con contratto di apprendistato ai fini della loro qualificazione o riqualificazione professionale; in tal caso non vengono applicate le limitazioni previste per l’età. Data la finalità il contratto teoricamente, per linea di continuità, dovrebbe rientrare nella tipologia dell’apprendistato professionalizzante.Nulla vieta che possa rientrare in altra tipologia di apprendistato.

Interpello n. 40/2011: chiarimenti sulla durata massima dell’apprendistato professionalizzante come da richiesta di interpello avanzata da Confcommercio e Confesercenti

Al quesito di Confcommercio e  Confesercenti "se la durata massima di 5 anni previste per le figure professionali dell'artiginato possa riguardare anche profili professionali equipollenti a quelli dell'artigianato,anche se appartenenti a settori merceologici differenti",

il Ministero del Lavoro nell'interpello n. 40/2011 precisa che il riferimento della norma alle "figure professionali dell'artigianato" vuole inidcare tutti quei soggetti che operano nel campo artiginao e che, evidentemente, non possono limitarsi alle figure individuate esclusivamente dalla contrattazione degli artigiani.

 

 

I contratti di apprendistato in corso a quale normativa devono riferirsi?

Tali contratti seguono la disciplina vigente all’epoca della loro stipulazione.


 

Oggi è possibile attivare un contratto di apprendistato secondo il nuovo regime normativo (D. Lgs. 167/2011) ?

Attualmente è possibile attivare l'apprendistato di 3° tipologia ovvero "in assenza di regolamentazioni regionali l'attivazione dell'apprendistato di alta formazione o ricerca è rimessa ad apposite convenzioni stipulate dai singoli daoti di lavoro o dalle loro associazioni con le Università, gli Istituti tecnici e professionali e le istituzioni formative o di ricerca" (Circolare n.29/2011)

Attualmente qual è la normativa di riferimento in materia di apprendistato ?

Il Nuovo Testo Unico D. Lgs. 167/11 regolamenta l’intera materia pertanto sono abrogate tutte le precedenti disposizioni in materia di apprendistato, con riferimento agli articoli inerenti l’argomento (L. 25/55, L. 56/87, L. 196/97, L. 276/03) e così pure i relativi decreti di attuazione (DPR 1668/56) incluso il D.M. 28.02.2000 sui requisiti del tutor aziendale.

La disciplina di dettaglio, a integrazione del nuovo Testo Unico, è quindi rimessa alla contrattazione collettiva nazionale o interconfederale.

In via transitoria, per non oltre sei mesi, pertanto sino al 24 aprile 2012, la normativa previgente troverà applicazione nelle Regioni e nei settori dove non è immediatamente operativa la nuova disciplina.

E' possibile assumere un apprendista con contratto "stagionale"?

I CCNL dei settori caratterizzati da cicli stagionali possono prevedere l’articolazione dell’apprendistato professionalizzante in più periodi a tempo determinato, stabilendone modalità e durate

Quali sono i contributi previsti per l'azienda che assume con contratto di apprendistato?

A seguito del Maxiemendamento, ovvero della Legge n.183 del 12 novembre 2011 (Legge di stabilità 2012), sono stati introdotti degli incentivi ancor più vantaggiosi per le aziende che assumono apprendisti, in particolare:

Per le imprese da 1 a 9 dipendenti*: la contribuzione a carico del datore di lavoro è azzerata per i primi 3 anni, e fino al 2016.

Per le imprese da 10 dipendenti in poi*: la contribuzione a carico del datore di lavoro è del 10%.

Nel periodo successivo alla conferma in servizio si prevede la prosecuzione dell'incentivo fino a un anno successivo dalla conferma.

* Criteri di computo dei dipendenti ai fini della soglia:

Si computano i lavoratori in possesso di qualunque qualifica, tra cui anche dirigenti e lavoratori a domicilio; i lavoatori in regime di orario ridotto, in misura proporzionale all'orario di lavoro; i lavoratori a termine si calcolano in proporzione alla durata del contratto

Non si computano gli apprendisti; i lavoratori assunti con contratto di inserimento; lavoratori sommnistrati; lavoratori assenti, qualora in loro sostituzione sia stato assunto un altro lavoratore che rientra nel computo dell'organico aziendale.

Un apprendista di 18 anni in possesso di qualifica professionale in quale tipologia ricade?

Due opzioni possibili:

-          Apprendistato di 1° tipo per il conseguimento del diploma, per almeno un anno di durata contrattuale per il conseguimento del titolo, e una durata massima come da CCNL

-          Apprendistato di 2° tipo, ovvero professionalizzante

Un apprendista di 17 anni senza titolo di studio in quale tipologia ricade?

Apprendistato di 1° tipo per il conseguimento della qualifica o del diploma professionale.

Un apprendista di 18 anni senza titolo di studio in quale tipologia ricade?

Due opzioni possibili:

-          Apprendistato di 1° tipo per il conseguimento della qualifica e diploma professionale, per una durata di almeno tre anni per il conseguimento della qualifica e di quattro per il diploma

-          Apprendistato di 2° tipo ovvero professionalizzante

Alle Regioni quale ruolo è riconosciuto dalla Legislazione Nazionale ?

La durata e la regolamentazione dei profili formativi delle seguenti tipologie di apprendistato:

-          Apprendistato per l’acquisizione della qualifica o del diploma professionale

-          Apprendistato per l’alta formazione e la ricerca

Quest’ultima tipologia, in attesa della disciplina regionale, può essere attivata direttamente dalle istituzioni formative e di ricerca, mediante convenzioni stipulate con i singoli datori di lavoro interessati.

E' possibile assumere un apprendista con contratto part time?

Sì, purché la riduzione dell’orario di lavoro non sia tale da pregiudicare il raggiungimento degli obiettivi formativi; il percorso formativo previsto dall’offerta pubblica regionale deve essere assolto interamente, non è previsto alcun riproporzionamento del monte ore in relazione al ridotto orario di lavoro.

Quando potrà essere operativo l'apprendistato professionalizzante o di mestiere?

Potrà essere operativo, secondo la nuova disciplina, già durante la fase transitoria, ma ciò solo nel caso in cui sia la singola Regione sia la contrattazione collettiva di riferimento ovvero eventuali accordi interconfederali abbiano recepito la riforma e dunque disciplinato i profili di rispettiva competenza. Si aggiunge che la nuova disciplina, specie per l'apprendistato professionalizzante, presuppone una "integrazione" fra l'offerta formativa pubblica e quella che sarà disciplinata dai contratti collettivi.

Quali le regole dell’ apprendistato nel settore pubblico?

L’applicazione del contratto di apprendistato per i settori di attività pubblici andrà definita con apposito decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore del Testo Unico

Oggi con quale regolamentazione è possibile assumere un lavoratore con contratto di apprendistato professionalizzante ?

E' possibile assumere con contratto di apprendistato professionalizzante ma, fino al 25 aprile 2012, continuano ad operare le "vecchie regole" per cui quanto definito dal D. Lgs. 167/2011 non è ancora in vigore in attesa di una regolamentazione collettiva.

Qual è il numero massimo di apprendisti che un datore di lavoro può avere contemporaneamente?

Il comma 3 dell'art. 2 prevede che il numero massimo di apprendisti non possa superare il 100% del personale qualificato o speializzato presso lo stesso datore di lavoro, mentre se lo stesso non ha dipendenti qualificati o specializzati o ne ha meno di tre, può assumere fino a tre apprendisti. 

Tutto questo non riguarda però le imprese artigiane per le quali valgono i limiti dimensionali previsti dall'art. 4 della Legeg n. 443/1985.

Quali sono i criteri di computo dei dipendenti ai fini dell'individuazione degli incentivi alle imprese che assumono apprendisti?

Si computano i lavoratori in possesso di qualunque qualifica, tra cui anche dirigenti e lavoratori a domicilio; i lavoatori in regime di orario ridotto, in misura proporzionale all'orario di lavoro; i lavoratori a termine si calcolano in proporzione alla durata del contratto

Non si computano gli apprendisti; i lavoratori assunti con contratto di inserimento; lavoratori sommnistrati; lavoratori assenti, qualora in loro sostituzione sia stato assunto un altro lavoratore che rientra nel computo dell'organico aziendale.

Quale disciplina seguono gli apprendisti assunti in imprese multilocalizzate ?

Le imprese hanno la possibilità di far riferimento alla disciplina della Regione ove si trova la sede legale

 

Tali contratti seguono la disciplina vigente all’epoca della loro stipulazione.

Aspetti di natura formativa

Alle Regioni quale ruolo è riconosciuto dalla Legislazione Nazionale ?

La durata e la regolamentazione dei profili formativi delle seguenti tipologie di apprendistato:

-          Apprendistato per l’acquisizione della qualifica o del diploma professionale

-          Apprendistato per l’alta formazione e la ricerca

Quest’ultima tipologia, in attesa della disciplina regionale, può essere attivata direttamente dalle istituzioni formative e di ricerca, mediante convenzioni stipulate con i singoli datori di lavoro interessati.

Quali gli obiettivi formativi del contratto di apprendistato?

 

1) titolo di studio mediante la 1° (Apprendistato per la qualifica e il diploma professionale) e 3° tipologia di apprendistato (apprendistato per l’alta formazione e la ricerca).

In questo caso gli standard formativi sono di competenza della Regione

2) qualifica contrattuale mediante la 2° tipologia di apprendistato (apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere).

In questo caso gli standard formativi sono di competenza della Contrattazione collettiva

La formazione nell’apprendistato professionalizzante deve essere interna o esterna?

 

Gli accordi interconfederali e i contratti collettivi stabiliscono, in ragione dell’età e della qualificazione contrattuale da conseguire, la durata e le modalità di erogazione della formazione. Per quanto riguarda la formazione trasversale, di competenza delle regioni, essa può essere interna o esterna all’azienda.

 

 

Durata dell’impegno formativo dell’apprendistato professionalizzante

 

Il Testo Unico, a differenza della Biagi, non indica più un monte ore minimo annuo da svolgere ma il tutto viene demandato alla contrattazione collettiva o ad accordi interconfederali  in ragione dell’età dell’apprendista e del tipo di qualificazione contrattuale da conseguire.

In quali casi è possibile prolungare il periodo formativo in apprendistato ?

Possibile in caso di malattia, infortunio o altra causa di sospensione involontaria dl rapporto di lavoro, superiore a trenta giorni, secondo la previsione della contrattazione collettiva.

Quante, e quali, sono le categorie degli standard indicati nel Testo Unico ?

Il Testo Unico fa riferimento a tre categorie di standard:

gli standard professionali possono essere definiti come i requisiti minimi delle competenze necessarie per svolgere una professione; sono il riferimento per la verifica dei percorsi formativi in apprendistato professionalizzante e apprendistato di ricerca; sono definiti dai CCNL o, in mancanza, attraverso intese a livello nazionale o interconfederale.

gli standard formativi possono essere intesi come le speifiche dell'insegnamento e delle qualifiche: obiettivi apprendimento, contenuto dei progettii formativi, articolazione dei percorsi; sono il riferimento per la verifica dei percorsi formativi in apprendistato di primo livello e in apprendistato di alta formazione; saranno definiti entro 12 mesi dall'approvazione del T.U. tra Ministero del Lavoro e Ministero dell'Istruzione, previa intesa con le Regioni.

gli standard di certificazione definiscono le regole per l'ottenimento di un certificato o un diplonma e i relativi diritti acquisiti.

Chi definirà, e quando, gli standard formativi?

Entro un anno dall'entrata in vigore dall'entrata del testo Unico, gli standard formativi saranno definiti da Ministero del lavoro di concerto con il Ministero dell'Istruzione previa intesa con regioni e province autonome.

Le sanzioni previste nel "nuovo apprendistato"

Quali sono le sanzioni amministrative previste in caso di mancata forma scritta del contratto e patto di prova ?

Prevista una sanzione amministrativa da 100 a 600 euro.

In caso di recidiva la sanzione va da 300 a 1500 euro.

Per recidiva si intende la "reiterazione" (di cui all'art.8-bis della L. n. 689/1981) per cui si ha reiterazione quando, nei cinque anni successivi alla commissione di una violazione amminsitrativa, accertata con ordinanza-ingiunzione, lo stesso soggetto commette un'altra violazione, non necessariamente con riferimento alla setssa lettera dell'art. 2, comma 1, D.Lgs. n. 167/2011 e anhe in relazione a lavoratori diversi.

Quali sanzioni sono previste in caso di inadempienza rispetto all’obbligo formativo?

Il mancato assolvimento dell’obbligo formativo, tale da pregiudicare le finalità dell’istituto e di cui sia esclusivamente responsabile il datore di lavoro, comporta il pagamento del doppio della differenza tra la contribuzione agevolata e quella ordinariamente dovuta per il livello di inquadramento contrattuale che sarebbe stato raggiunto del lavoratore al termine del periodo di apprendistato.

L’inadempienza inoltre preclude la possibilità di proseguire il rapporto di apprendistato del quale deve ritenersi ormai intervenuta la conversione in un ordinario rapporto di lavoro a tempo indeterminato. Prima di procedere al disconoscimento però il personale ispettivo dovrà consentire al datore di lavoro di rimediare entro un “congruo termine” ovvero di consentire il "recupero" del debito formativo.

Come intendere la definizione di "congruo termine" per il recupero del debito formativo?

A titolo esemplificativo: nei confronti di un datore di lavoro che il primo anno di attivazione di un contratto di apprendistato avbbia effettuato solo parte della formazione cui era tenuto, il personale ispettivo potrà impartire una disposizione volta a "riprogrammare", senza modificarne i contenuti sostanziali, il piano formativo, in modo da  realizzare, entro un "congruo" termine, un numero di ore di formazione tale da poter rispettare già dall'anno successivo quanto previsto dallo stesso piano formativo individuale. Sarà così possibile obbligare il datore di lavoro a svolgere, l'anno seguente, un numero di ore di formazione maggiore rispetto a quelle inizialmente previste.

Nel caso in cui il periodo di formazione previsto per il contratto di apprendistato volga al termine e non vi sia quindi un tempo "congruo" per il recupero del debito formativo, il personale ispettivo dovrà applicare, sussistendone tutti i requisiti, la sanzione di cui al primo periodo dell'art. 7, comma 1, del Testo Unico.

Quali sono le sanzioni amministrative previste in caso di mancata individuazione di un tutor o referente aziendale idoneo ?


Prevista una sanzione amministrativa da 100 a 600 euro.

In caso di recidiva la sanzione va da 300 a 1500 euro.

Per recidiva si intende la "reiterazione" (di cui all'art.8-bis della L. n. 689/1981) per cui si ha reiterazione quando, nei cinque anni successivi alla commissione di una violazione amminsitrativa, accertata con ordinanza-ingiunzione, lo stesso soggetto commette un'altra violazione, non necessariamente con riferimento alla setssa lettera dell'art. 2, comma 1, D.Lgs. n. 167/2011 e anhe in relazione a lavoratori diversi.

Il Testo Unico riconosce il valore assoluto dell'individuazione e dell'effettiva presenza di un soggetto appositamente designato ad assistere l'apprendista durante l'intero rapporto di lavoro.

La sanzione scatterà sia nel caso in cui il tutore o il referente aziendale non sia stato individuato, sia quando lo stesso non sia in possesso dei requisiti indicati dal CCNL, sia allorché non abbia svolto effettivamente le funzioni alle quali risulta preposto.

Quali sono le sanzioni amministrative previste in caso di mancata forma scritta del piano formativo individuale?

Prevista una sanzione amministrativa da 100 a 600 euro.

In caso di recidiva la sanzione va da 300 a 1500 euro.

In caso di recidiva la sanzione va da 300 a 1500 euro.Per recidiva si intende la "reiterazione" (di cui all'art.8-bis della L. n. 689/1981) per cui si ha reiterazione quando, nei cinque anni successivi alla commissione di una violazione amminsitrativa, accertata con ordinanza-ingiunzione, lo stesso soggetto commette un'altra violazione, non necessariamente con riferimento alla setssa lettera dell'art. 2, comma 1, D.Lgs. n. 167/2011 e anhe in relazione a lavoratori diversi.

Quali sono le sanzioni amministrative previste in caso di sotto-inquadramento contrattuale ?

 

Prevista una sanzione amministrativa da 100 a 600 euro.

In caso di recidiva la sanzione va da 300 a 1500 euro.

Per recidiva si intende la "reiterazione" (di cui all'art.8-bis della L. n. 689/1981) per cui si ha reiterazione quando, nei cinque anni successivi alla commissione di una violazione amminsitrativa, accertata con ordinanza-ingiunzione, lo stesso soggetto commette un'altra violazione, non necessariamente con riferimento alla setssa lettera dell'art. 2, comma 1, D.Lgs. n. 167/2011 e anhe in relazione a lavoratori diversi.

Quali sono le sanzioni amministrative previste in caso di retribuzione a cottimo ?


Prevista una sanzione amministrativa da 100 a 600 euro.

In caso di recidiva la sanzione va da 300 a 1500 euro.

Per recidiva si intende la "reiterazione" (di cui all'art.8-bis della L. n. 689/1981) per cui si ha reiterazione quando, nei cinque anni successivi alla commissione di una violazione amminsitrativa, accertata con ordinanza-ingiunzione, lo stesso soggetto commette un'altra violazione, non necessariamente con riferimento alla setssa lettera dell'art. 2, comma 1, D.Lgs. n. 167/2011 e anhe in relazione a lavoratori diversi.

Quali sono le sanzioni amministrative previste in caso di trattamento retributivo inferiore a quello stabilito contrattualmente?


Prevista una sanzione amministrativa da 100 a 600 euro.

In caso di recidiva la sanzione va da 300 a 1500 euro.

Per recidiva si intende la "reiterazione" (di cui all'art.8-bis della L. n. 689/1981) per cui si ha reiterazione quando, nei cinque anni successivi alla commissione di una violazione amminsitrativa, accertata con ordinanza-ingiunzione, lo stesso soggetto commette un'altra violazione, non necessariamente con riferimento alla setssa lettera dell'art. 2, comma 1, D.Lgs. n. 167/2011 e anhe in relazione a lavoratori diversi.